domenica 17 novembre 2013

Non aveva il coraggio



Lui non aveva il coraggio di guardarla negli occhi e dirle la verità.

In realtà non lo aveva nemmeno per dirgliela al telefono. 
Così lei, che più di ogni altra cosa ama la sincerità, era stata onesta e aveva detto tutto, anche quello che lui non riusciva a tirar fuori.

Le parole avevano galleggiato in aria per qualche istante, e poi erano esplose, lasciando solo silenzio.
Era morto tutto l'affetto, la complicità era svanita e si aveva quell'impressione di distanza e diffidenza che si ha tra due estranei.
Quando mesi dopo si rividero, lei che pensava di non avere il coraggio di riesumare i ricordi si rese conto che non vi era più nulla da resuscitare; che nemmeno sforzandosi di pensare che quella persona di fronte a lei, una volta, le sussurrava dolci parole e posava baci leggeri sul suo viso nel buio della notte, riusciva a sentire qualcosa.
Era cambiato. Ed anche lei lo era. 
Non c'era più nulla di cui aver paura. 

Lui la guardava di soppiatto ma, incontrato il suo sguardo, abbassava il volto.
Non aveva il coraggio di guardarla.
Lei invece, ne aveva a sufficienza per tutti e due.
E, alzato lo sguardo, andò avanti.





(alla fine l'ho scritta la mia versione del "Non aveva il coraggio", ispirata al post di MichiVolo ) 
Anyway, è una roba bella che chiusa. 
Nonostante la totale monotonia degli ultimi mesi, non me la sento di lamentarmi troppo e sono sicura che una nuova avventura mi aspetta dietro l'angolo; assolutamente imprevedibile (non riesco nemmeno più a capirci qualcosa con i tarocchi, devo aver perso i miei poteri da fattucchiera)
Per il momento, mi accontenterei di un bel 30 in Internazionale e di sopravvivere a civile. 
Incrocio le dita!  :)



Yoko


3 commenti:

  1. ...si deve sempre gurdare avanti cammindo nel proprio presente...

    RispondiElimina
  2. Bello bello bello...lo sento molto mio *-*

    RispondiElimina